Estradizione per paese

Come opporsi all’estradizione dalla Russia: motivi e termini

In Russia, la decisione di estradare una persona verso un altro Stato spetta al Procuratore generale della Federazione Russa (Генеральный прокурор Российской Федерации) o a un suo vice. La persona richiesta o il suo difensore può impugnare la decisione scritta davanti al tribunale competente di livello regionale (суд субъекта Российской Федерации, tribunale del soggetto federale russo) entro 10 giorni dalla ricezione della notifica (articoli 462–463 del Codice di procedura penale russo (Уголовно-процессуальный кодекс Российской Федерации, УПК РФ), di seguito «CPP»). Un’impugnazione tempestiva impedisce la consegna finché la decisione giudiziaria non diventa definitiva. La difesa deve individuare un impedimento previsto dalla legge o dal trattato, documentare eventuali rischi personali e, quando necessario, contestare separatamente la custodia cautelare ai fini dell’estradizione.

Che cosa fare appena arriva una decisione di estradizione?

Chiedete subito la decisione scritta, la relativa data, la data e la prova della notifica, nonché una traduzione comprensibile. L’articolo 462(5) richiede una notifica scritta e l’indicazione del diritto di ricorrere al giudice. Il paragrafo 24 della Risoluzione n. 11 del Plenum della Corte suprema (Постановление Пленума Верховного Суда РФ от 14.06.2012 № 11) chiarisce che la copia della decisione deve essere consegnata insieme alla notifica e tradotta per chi non conosce sufficientemente il russo. Conservate la busta, la ricevuta, l’annotazione nel registro dell’istituto di detenzione e la corrispondenza: questi documenti possono determinare quando è iniziato il termine di dieci giorni.

Ai sensi dell’articolo 463(1), la persona richiesta o il suo difensore presenta il ricorso alla Corte suprema di una repubblica, al tribunale di un territorio o di una regione, al tribunale di una città di rilevanza federale o all’organo equivalente, nel luogo in cui si trova la persona. La competenza non spetta quindi automaticamente a Mosca solo perché la decisione è stata firmata dal Procuratore generale. Una persona detenuta a Mosca può adire il Tribunale della città di Mosca; negli altri casi, la competenza dipende dal luogo di detenzione. L’articolo 463(2) impone alla direzione dell’istituto di detenzione di trasmettere immediatamente al tribunale un ricorso a esso indirizzato e di informare il pubblico ministero. Consegnate all’istituto una copia datata e chiedete conferma della trasmissione. I familiari possono raccogliere prove e contattare un difensore, ma non devono presumere di poter presentare questa speciale impugnazione a proprio nome.

Il pubblico ministero deve trasmettere al tribunale gli atti che giustificano la decisione entro dieci giorni; il giudice deve verificarne la legittimità e la fondatezza entro un mese dal ricevimento del ricorso da parte del tribunale (articolo 463(3)–(4)). Si tratta di termini distinti da quello iniziale per l’impugnazione. Un ricorso tempestivo attiva la sospensione prevista dall’articolo 462(6); chiedere semplicemente al Procuratore generale di riesaminare la decisione o scrivere a un’ambasciata non sostituisce il ricorso giudiziario.

Quali motivi vietano l’estradizione e quali consentono di rifiutarla?

L’articolo 464 distingue gli impedimenti obbligatori (comma 1: la consegna non è consentita) dai motivi discrezionali (comma 2: l’estradizione può essere rifiutata). Le prove devono riguardare le accuse concrete, la cittadinanza e lo Stato richiedente. Occorre inoltre verificare il trattato applicabile, che può prevedere ulteriori condizioni o garanzie.

MotivoBase giuridica ed effettoDocumenti da raccogliere
Cittadinanza russaArticolo 464(1)(1) CPP: impedimento obbligatorio, anche se la persona possiede un’altra cittadinanzaPassaporto russo valido o scaduto; documenti sullo status di cittadino ed estratti dei registri
Asilo già concesso in Russia per il rischio di persecuzione nello Stato richiedente per un motivo protettoArticolo 464(1)(2): impedimento obbligatorio; lo status di rifugiato e l’asilo temporaneo possono inoltre attivare obblighi di non-refoulementProvvedimento di concessione, prova dello status ancora valido e documenti sulla persecuzione nel Paese interessato
Sentenza russa definitiva o archiviazione definitiva in Russia per gli stessi fattiArticolo 464(1)(3): impedimento obbligatorioCopia certificata della sentenza o del provvedimento di archiviazione e confronto dei fatti contestati
Prescrizione o altro impedimento giuridico interno all’avvio del procedimento o all’esecuzione della penaArticolo 464(1)(4): impedimento obbligatorio, salvo le regole del trattato applicabileDate dei fatti, mandato e sentenza stranieri, calcoli della prescrizione e prove sull’eventuale sottrazione contestata
Decisione definitiva di un tribunale russo che accerta un impedimento giuridico alla consegnaArticolo 464(1)(5): impedimento obbligatorioDecisione giudiziaria definitiva certificata e identificazione della persona e della richiesta
Il fatto contestato non costituisce reato secondo il diritto penale russoArticoli 462(1) e 464(1)(6): impedimento obbligatorio; confrontare i fatti, non soltanto le denominazioni dei reatiDescrizione delle accuse straniere, traduzione attendibile e disposizione penale russa pertinente
Determinati cittadini stranieri o apolidi che prestano o hanno prestato servizio militare a contratto nelle forze russe, se ricorrono i requisiti di leggeArticolo 464(1)(7), introdotto dalla legge federale n. 50-FZ dell’8 marzo 2026 (Федеральный закон от 08.03.2026 № 50-ФЗ): impedimento obbligatorio solo se è provato ogni requisito previstoContratto e documenti di servizio; se pertinente, prove della partecipazione a operazioni di combattimento
Il fatto è stato commesso in Russia o all’estero contro interessi russiArticolo 464(2)(2): motivo discrezionale di rifiutoDati sulla localizzazione e atti pertinenti del procedimento straniero
In Russia è in corso un procedimento penale per gli stessi fattiArticolo 464(2)(3): motivo discrezionale, distinto da una decisione definitivaProvvedimenti investigativi e confronto degli stessi fatti
L’azione penale rientra, secondo la classificazione processuale russa, nell’accusa privataArticolo 464(2)(4): motivo discrezionaleAtto d’accusa straniero e confronto con la procedura russa

La disposizione del 2026 relativa al servizio militare è circoscritta: non costituisce un divieto generale per qualsiasi cittadino straniero che affermi di aver prestato servizio in passato. Allo stesso modo, un’indagine russa pendente rientra nel comma 2, che consente il rifiuto, e non nell’impedimento obbligatorio fondato su una decisione definitiva. La tabella non sostituisce l’esame del trattato specifico e delle eventuali riserve pertinenti.

Si possono contestare la doppia incriminazione o la prescrizione dei fatti stranieri?

Gli articoli 462(1) e 462(3) richiedono che il fatto sia punibile in entrambi i Paesi e prevedono soglie di pena nel diritto russo: per l’esercizio dell’azione penale, il reato deve normalmente essere punibile con più di un anno di reclusione; per l’esecuzione di una condanna, la pena detentiva inflitta deve essere di almeno sei mesi. Un trattato può stabilire soglie diverse. L’articolo 462(3)(3) richiede garanzie sul principio di specialità e sul divieto di trasferire successivamente la persona a un terzo Stato senza il consenso russo. I paragrafi 5–6 della Risoluzione n. 11 del Plenum della Corte suprema avvertono che differenze nella qualificazione giuridica o in singoli elementi del reato non bastano, da sole, a escludere la doppia incriminazione. Preparate un confronto in due colonne dei fatti materiali, anziché sostenere soltanto che in Russia non esiste un reato con identica denominazione.

La prescrizione dipende maggiormente dalle circostanze. Secondo i paragrafi 7–8 della Risoluzione n. 11, quando si applica la Convenzione europea di estradizione, la consegna può essere esclusa se l’azione penale o l’esecuzione della pena è prescritta secondo la legge applicabile di uno dei due Stati; tuttavia, una presunta sottrazione alla giustizia può sospendere o interrompere il calcolo. Spetta alla procura russa dimostrare i fatti che indicherebbero l’elusione delle autorità dello Stato richiedente. Il semplice fatto di aver lasciato il Paese non dimostra automaticamente l’intenzione di nascondersi. Raccogliete il mandato datato, le notifiche del procedimento straniero, i registri di viaggio e residenza e i testi di legge vigenti alle date rilevanti. Il tribunale esamina gli impedimenti giuridici alla consegna, non la colpevolezza in fatto.

In che modo il trattato con lo Stato richiedente modifica la difesa?

La Russia risulta tuttora parte della Convenzione europea di estradizione del 1957 (STE n. 024), in vigore per la Russia dal 9 marzo 2000, nonostante la distinta uscita dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo nel 2022. Verificate anche che lo Stato richiedente sia parte della Convenzione e controllate le riserve russe e i protocolli applicabili. Gli articoli 3, 10, 11 e 16 riguardano, tra l’altro, i reati politici, la prescrizione, le garanzie sulla pena di morte e l’arresto provvisorio; il testo preciso e le riserve sono determinanti. L’Ufficio dei trattati del Consiglio d’Europa registra gli strumenti russi, compreso il Quarto Protocollo addizionale, in vigore dal 1º settembre 2017.

Per alcune richieste provenienti dalla Comunità degli Stati indipendenti, la Convenzione di Minsk del 1993 o la Convenzione di Chişinău del 2002, se in vigore tra i due Stati, modificano il termine di custodia provvisoria prima della ricezione della richiesta formale. Il paragrafo 19 della Risoluzione n. 11 indica un limite di un mese prima della richiesta secondo Minsk, di 40 giorni quando si applica il Protocollo del 1997 e di 40 giorni secondo Chişinău. Sono limiti condizionati per il periodo precedente alla ricezione della richiesta ufficiale, non un limite universale di 40 giorni per tutte le estradizioni. In assenza di un trattato, l’articolo 462 consente la reciprocità nei casi previsti. La Russia non fa parte dell’Unione europea, quindi il mandato d’arresto europeo non è la procedura applicabile a un’estradizione dalla Russia.

Quali prove dimostrano il rischio di tortura o di pena di morte?

L’articolo 3 della Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura e i paragrafi 11–14 della Risoluzione n. 11 sono pertinenti quando informazioni attendibili indicano un rischio personale concreto di tortura o di gravi maltrattamenti. La Corte suprema richiede di valutare sia la situazione attuale nel Paese sia le circostanze individuali, comprese testimonianze, cartelle cliniche, perizie, rapporti affidabili e garanzie dello Stato richiedente. Se il trattato di estradizione applicabile contiene una clausola sulla pena di morte, occorre verificare se siano state fornite garanzie giuridicamente sufficienti. Affermazioni generali sulla reputazione di un Paese, senza prove collegate alla persona, possono non bastare; allo stesso tempo, le garanzie diplomatiche generiche devono essere valutate nel loro contesto.

Fornite al difensore prove coerenti: minacce precedenti documentate, cartelle mediche e documenti relativi alla detenzione, dichiarazioni pubbliche che menzionino la persona, accuse collegate ad attività protette e rapporti recenti degli organi di controllo delle Nazioni Unite. Distinguete i materiali che sostengono una persecuzione politica da quelli relativi al divieto assoluto e distinto di rinvio verso la tortura. Il paragrafo 14 della Risoluzione n. 11 pone sulla procura russa l’onere di motivare l’assenza di seri motivi per ritenere sussistenti tali rischi nel giudizio sull’impugnazione; la persona interessata dovrebbe comunque fornire tutte le prove disponibili.

La domanda di asilo sospende l’impugnazione dell’estradizione?

Non confondete tre fasi: presentare domanda di protezione, ottenere formalmente uno status protettivo e impugnare la decisione di estradizione. La concessione dell’asilo che soddisfa l’articolo 464(1)(2) può impedire la consegna. Una domanda di asilo ancora pendente non equivale a uno status già concesso; conservate la ricevuta, il numero del procedimento e le prove a sostegno. Il paragrafo 26 della Risoluzione n. 11 è essenziale: se l’asilo viene richiesto dopo la decisione del pubblico ministero, il giudice dell’estradizione valuta normalmente le circostanze esistenti alla data di tale decisione e non rinvia l’esame del ricorso ex articolo 463 per il solo fatto che è stata presentata una nuova domanda di protezione. Tuttavia, la consegna materiale non deve avvenire prima della decisione sulla domanda di protezione e, in caso di rigetto, dei rimedi disponibili. Il difensore deve quindi mantenere attivi entrambi i procedimenti e informare le autorità sul loro stato.

Per questo la domanda di una famiglia — «Abbiamo chiesto lo status di rifugiato ieri: l’udienza di estradizione di domani è annullata?» — non ammette una semplice risposta affermativa o negativa. Il controllo giudiziario può proseguire, mentre il procedimento separato di protezione può impedire la consegna effettiva. Conservate la prova della domanda e chiedete una decisione formale sulla protezione, anziché presumere che una dichiarazione informale blocchi tutto. Estradizione ed espulsione amministrativa sono procedure diverse; ogni provvedimento di espulsione va valutato separatamente. Si veda anche la guida su estradizione e deportazione.

È possibile contestare la custodia cautelare prima della decisione definitiva?

Sì, ma occorre usare il rimedio corretto. Se alla richiesta di estradizione è allegata una decisione giudiziaria straniera di custodia cautelare, l’articolo 466(2) consente al pubblico ministero di disporre inizialmente la detenzione senza una distinta convalida giudiziaria russa. Il paragrafo 21 della Risoluzione n. 11 limita tale detenzione disposta dal pubblico ministero a due mesi dall’arresto e rinvia al controllo giudiziario previsto dall’articolo 125 CPP. Ogni proroga successiva può essere disposta esclusivamente da un tribunale russo. Se manca la decisione giudiziaria straniera, la custodia cautelare deve essere disposta da un tribunale russo secondo gli articoli 108 e 466(1). I paragrafi 15–17 e 20–23 del Plenum distinguono queste situazioni e impongono di valutare alternative e limiti legali.

L’impugnazione della detenzione spetta normalmente al tribunale distrettuale competente per l’atto contestato o per il luogo di detenzione; non coincide con il ricorso nel merito sull’estradizione, deciso dal tribunale di livello regionale. Verificate chi ha disposto la detenzione, la data, la base giuridica, la scadenza e la decisione straniera allegata. Se documentati, presentate elementi relativi a residenza stabile, legami familiari, condizioni di salute, disponibilità a comparire e misure meno restrittive. Il paragrafo 17 del Plenum esclude che la complessità del procedimento straniero, l’esistenza di un’impugnazione dell’estradizione o la lunga durata dell’esame di una domanda di asilo giustifichino automaticamente la detenzione. La liberazione dalla custodia connessa all’estradizione non annulla, da sola, la decisione della procura sulla consegna. I paragrafi 6 e 19 della Risoluzione n. 1 del Plenum della Corte suprema del 10 febbraio 2009, modificata il 9 dicembre 2025, confermano che il provvedimento del pubblico ministero può essere contestato ai sensi dell’articolo 125; tuttavia, le regole territoriali generali non rendono automaticamente competente il tribunale del luogo di detenzione in ogni procedimento di sola estradizione, quindi il difensore dovrebbe verificare subito la competenza territoriale presso la cancelleria.

Quale termine si applica dopo la decisione del tribunale regionale?

Evento o rimedioAutorità competenteTermine o conseguenza
Notifica della decisione del pubblico ministero sulla consegnaProcuratore generale o viceNotifica scritta; impugnazione entro 10 giorni dalla ricezione (articoli 462(5), 463(1))
Primo controllo giudiziario della decisioneTribunale regionale del luogo in cui si trova la personaLa procura trasmette gli atti entro 10 giorni; il tribunale verifica entro un mese dal ricevimento del ricorso (articolo 463(3)–(4))
Appello contro la decisione del tribunale regionaleCollegio penale del competente tribunale d’appello di giurisdizione ordinaria, tramite il giudice di primo gradoDi norma 15 giorni dalla decisione di primo grado ai sensi dell’articolo 389.4; verificare subito le regole sulla notifica e quelle specifiche per le persone detenute
Impugnazione della detenzione disposta dal pubblico ministeroTribunale distrettuale competente, articolo 125 CPPProcedimento distinto; il termine di dieci giorni dell’articolo 463 non si applica automaticamente
Ricorso costituzionale contro una norma applicataCorte costituzionale della Federazione RussaDi norma un anno dalla decisione giudiziaria che esaurisce i rimedi interni, nei limiti degli articoli 96–97 della legge sulla Corte costituzionale

L’articolo 463(9) prevede ora l’appello davanti a un tribunale d’appello di giurisdizione ordinaria, non automaticamente alla Corte suprema russa, come affermano alcune pagine web più vecchie e descrizioni procedurali superate. Le regole ordinarie d’appello, compreso il termine di quindici giorni dell’articolo 389.4, vanno verificate in base al tipo esatto di decisione e alla sua notifica. Se il termine è vicino, depositate rapidamente un ricorso motivato e fate verificare al difensore la registrazione in cancelleria e l’eventuale possibilità di chiedere la rimessione in termini; non affidatevi all’ultimo giorno senza conferma. L’appello riguarda la legittimità della decisione russa sull’estradizione, non un nuovo processo penale straniero.

Ricorso per cassazione dopo l’appello: l’articolo 463 prevede espressamente l’appello, ma non stabilisce un termine di cassazione separato. Dopo la decisione d’appello, chiedete al difensore di verificare se quel tipo di provvedimento sia impugnabile in cassazione ai sensi del capitolo 47.1, articoli 401.1 e 401.3 del CPP vigente. L’articolo 401.3 è stato modificato dalla legge federale n. 78-FZ del 9 aprile 2026. Giudice competente e termine dipendono dalla classificazione del provvedimento. Non presumete che il ricorso per cassazione sospenda automaticamente la consegna.

È possibile un ricorso costituzionale o una misura internazionale urgente?

Un ricorso costituzionale contesta una norma applicata in un procedimento concluso, non i fatti dell’accusa straniera e non il semplice dissenso dalla valutazione della procura. Gli articoli 96–97 della legge sulla Corte costituzionale richiedono l’esaurimento dei rimedi giudiziari interni e, di norma, prevedono un termine annuale. Il deposito non sospende automaticamente la consegna: l’articolo 98 consente, in circostanze limitate, la sospensione dopo l’ammissione del ricorso o in forza di un’ordinanza vincolante della Corte costituzionale. Questa via non deve sostituire l’impugnazione tempestiva ai sensi dell’articolo 463 o l’appello ordinario.

La Russia non è più vincolata dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo dal 16 settembre 2022. La Corte europea dei diritti dell’uomo conserva una competenza residua su determinati fatti anteriori a tale data, ma non sulle nuove decisioni russe di estradizione successive: la Regola 39 non può essere presentata come un mezzo attuale per sospendere una nuova estradizione dalla Russia. Le sentenze storiche favorevoli devono essere lette tenendo conto di questo limite temporale e dell’attuale posizione convenzionale della Russia.

Le misure urgenti di un organo previsto da un trattato delle Nazioni Unite sono diverse da quelle di Strasburgo. La Russia risulta tuttora parte del Protocollo opzionale al PIDCP; il Comitato ONU per i diritti umani può quindi esaminare una comunicazione individuale se sono rispettati i requisiti di ammissibilità, ma ciò non garantisce misure provvisorie né una sospensione interna. La possibilità di presentare una comunicazione individuale e chiedere misure provvisorie dipende dal trattato specifico, dall’accettazione del meccanismo di reclamo individuale, dall’ammissibilità, dalla prova di un danno irreparabile imminente e dalle regole dell’organo competente. Il deposito della comunicazione non sospende automaticamente il procedimento russo ai sensi dell’articolo 462. Il difensore deve verificare l’ammissibilità, l’eventuale richiesta di una misura protettiva e la sua comunicazione allo Stato. Non esiste un ordine urgente universale dell’ONU che sostituisca il ricorso giudiziario russo.

Esempio condizionale: un familiare detenuto a Mosca

Ipotesi: una cittadina tagika è detenuta a Mosca in seguito a una richiesta relativa a fatti presunti risalenti a diversi anni prima. Sua figlia riceve una copia della decisione del Procuratore generale sulla consegna e chiede se il tribunale possa dichiarare innocente la madre. Il difensore verifica quando la detenuta ha ricevuto la decisione, presenta un ricorso ai sensi dell’articolo 463 davanti al Tribunale della città di Mosca entro dieci giorni e chiede le prove a sostegno dell’affermazione che la sottrazione alla giustizia abbia sospeso la prescrizione. La figlia raccoglie vecchi documenti di residenza e di viaggio. Se esiste un rischio individuale credibile di maltrattamenti, il difensore presenta anche documentazione medica e informazioni aggiornate sul Paese. Se la detenzione non è giustificata, la contesta tramite il rimedio separato appropriato. Il tribunale verifica la legittimità e la fondatezza della consegna, non la verità delle accuse straniere. L’esito dipende dai documenti e dal trattato applicabile; l’esempio non predice la decisione.

Quale rimedio va presentato per primo?

Scegliete la procedura in base al documento contestato; i procedimenti paralleli non si sostituiscono a vicenda:

  1. Avete la decisione scritta del Procuratore generale sulla consegna: la persona interessata o il difensore deve preparare il ricorso ai sensi dell’articolo 463 davanti al tribunale regionale del luogo in cui si trova la persona, contando dieci giorni dalla ricezione della notifica. Conservate la prova del deposito e, se la persona è detenuta, chiedete all’istituto di trasmettere subito il ricorso.
  2. Il pubblico ministero ha disposto la detenzione sulla base di una decisione giudiziaria straniera: valutate il ricorso ex articolo 125 davanti al tribunale distrettuale competente, la data iniziale della detenzione e il limite di due mesi del paragrafo 21 del Plenum. Se la detenzione è stata disposta o prorogata da un tribunale russo, contestate quella decisione attraverso il suo specifico rimedio e nel relativo termine.
  3. È pendente una domanda di asilo o di status di rifugiato: mantenete attivo il procedimento di protezione e conservate la ricevuta, ma non rinviate il ricorso ex articolo 463. Il controllo sull’estradizione può proseguire, anche se la consegna materiale deve attendere la decisione sulla protezione e, in caso di rigetto, i rimedi disponibili.
  4. Invocate un rischio di tortura, pena di morte o persecuzione: presentate nel procedimento ex articolo 463 prove individualizzate e informazioni aggiornate sul Paese, quindi verificate il trattato specifico e le riserve. Un successivo ricorso costituzionale o una comunicazione internazionale non sostituiscono l’impugnazione interna tempestiva.

Che cosa fare se è coinvolta una segnalazione INTERPOL?

Una Red Notice o una diffusione può provocare una richiesta di localizzazione o un arresto provvisorio, ma non è la decisione di estradizione del Procuratore generale e non autorizza da sola la consegna. La contestazione dei dati davanti alla Commissione per il controllo degli archivi INTERPOL (CCF) è una procedura distinta; non sostituisce il ricorso di dieci giorni previsto dall’articolo 463 e non sospende automaticamente il procedimento russo. Conservate i dettagli della segnalazione e consultate la guida specifica su Red Notice, diffusioni e richieste alla CCF.

Errori che possono compromettere una difesa altrimenti fondata

  • Calcolare i dieci giorni dalla firma della decisione della procura anziché dalla ricezione della notifica, senza conservare la prova della consegna.
  • Inviare soltanto una lettera al Procuratore generale, al consolato o a un’organizzazione internazionale e presumere che sostituisca il ricorso giudiziario.
  • Trattare un ricorso contro la detenzione come se impugnasse automaticamente la decisione di estradizione, o viceversa.
  • Discutere soltanto dell’innocenza in fatto senza indicare un impedimento giuridico, una condizione del trattato o un rischio di trasferimento documentato (articolo 463(6)).
  • Equiparare una domanda di asilo ancora pendente a uno status già concesso oppure attendere la decisione sull’asilo fino a far scadere il termine per impugnare l’estradizione.
  • Considerare una sentenza storica della Corte europea, una segnalazione INTERPOL o una dichiarazione diplomatica informale come un divieto di consegna automaticamente esecutivo.

Per una spiegazione più ampia dell’arresto, delle richieste basate sui trattati e delle fasi precedenti alla decisione, consultate la guida all’estradizione dalla Russia. Questa pagina riguarda i mezzi per opporsi alla consegna e impugnare la decisione, non la procedura generale.

Domande frequenti

Il mio coniuge o figlio maggiorenne può presentare l’impugnazione al posto mio?

L’articolo 463(1) indica la persona interessata e il suo difensore. I familiari possono raccogliere prove, organizzare un interprete e contattare un avvocato, ma non devono presumere che una loro lettera costituisca l’impugnazione prevista dalla legge.

Se il tribunale regionale annulla l’estradizione, la detenzione deve cessare?

L’articolo 463(8) impone al giudice che annulla la decisione di estradizione di revocare anche la misura cautelare applicata alla persona che ha presentato il ricorso. Occorre comunque verificare se esista un distinto fondamento legale per la detenzione.

Una Red Notice INTERPOL decide l’estradizione?

No. Le informazioni utilizzate per localizzare una persona ricercata non costituiscono, da sole, la decisione di consegna del Procuratore generale. La contestazione di una segnalazione e l’impugnazione russa dell’estradizione o della detenzione sono procedimenti diversi.

Il tribunale può annullare la consegna per alcuni reati ma consentirla per altri?

Sì. Il paragrafo 31 della Risoluzione n. 11 del Plenum contempla una conferma parziale quando lo consentono le condizioni di legge. Esaminate ogni reato separatamente invece di presumere che un’unica risposta riguardi tutte le accuse.

Fonti e testi normativi

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Ultimo aggiornamento: 2026-10-29

Autore: Razmik Khachatrian

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