Estradizione dalla Danimarca: procedura e ruolo del difensore
In Danimarca la decisione ordinaria sull’estradizione spetta al tribunale, non al Ministero della Giustizia. Il tribunale distrettuale (byret) decide su richiesta della procura e la corte superiore competente (landsret) può riesaminare l’ordinanza. Procedura e termini dipendono dal tipo di richiesta: mandato nordico, mandato d’arresto europeo (MAE), mandato d’arresto britannico o richiesta di un Paese terzo. Non esiste un termine legale fisso per la decisione di primo grado sulle richieste di Paesi terzi. La legge principale è la legge sull’estradizione (udleveringsloven), n. 117 dell’11 febbraio 2020, modificata anche dalla legge n. 1356 del 29 novembre 2023. Fa fede il testo danese. Identificate subito lo strumento, incaricate un difensore e calcolate i termini di impugnazione. Per il contesto transfrontaliero generale, consultate la pagina su come funziona l’estradizione dalla richiesta alla decisione definitiva.
Chi decide un caso di estradizione in Danimarca?
Dall’entrata in vigore della legge sull’estradizione, il 15 febbraio 2020, l’articolo 35 attribuisce la decisione al tribunale su richiesta della procura. Di norma è competente il tribunale distrettuale del luogo in cui la persona risiede o soggiorna; se nessuno di questi criteri è applicabile, può decidere il tribunale del luogo dell’arresto. Il Ministero della Giustizia designa un’autorità centrale, ma nel procedimento ordinario non prende la decisione finale; il Tribunale municipale di Copenaghen non è l’unico tribunale nazionale competente per le estradizioni.
Il Procuratore generale (Rigsadvokaten) coordina con il distretto di polizia la preparazione delle richieste provenienti da Paesi fuori dalla regione nordica. I distretti di polizia preparano i casi nordici e la procura locale presenta il caso al tribunale. La raccomandazione della procura non equivale alla decisione giudiziaria definitiva.
Quale quadro giuridico si applica alla richiesta straniera?
La Danimarca applica regimi distinti per i Paesi nordici, l’Unione europea e gli Stati terzi, oltre a una procedura specifica per il Regno Unito dopo la Brexit. Il capitolo 6 disciplina la procedura comune; i capitoli da 3 a 5 stabiliscono condizioni differenti per ciascun gruppo. Un trattato può modificare le condizioni applicabili, ma non prevale sulla legge danese né sugli obblighi in materia di diritti fondamentali.
| Strumento | Quando è rilevante | Disposizioni o verifiche essenziali |
|---|---|---|
| Legge danese sull’estradizione n. 117/2020 | Tutte le richieste disciplinate dalla legge. | Gli articoli 30–41 regolano la procedura; gli articoli 2–7 contengono le condizioni generali. |
| Mandato d’arresto nordico / convenzione nordica sulla consegna | Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia. Alcuni mandati di questi Paesi sono trattati come mandati nordici. | Articoli 9, 30(4) e capitolo 3; procedura distinta da quella ordinaria del MAE. |
| Mandato d’arresto europeo (MAE/EAW) | La maggior parte degli altri Stati membri dell’UE, per perseguire un reato o eseguire una pena. | Decisione quadro 2002/584/GAI, come modificata, e articoli 13, 16 e 30–38 della legge danese. Finlandia e Svezia seguono la procedura nordica. |
| Convenzione europea di estradizione del 1957 e altri trattati | Richieste di Stati terzi quando lo strumento è in vigore tra i due Paesi. | Prima di invocare la Convenzione del 1957, verificare che si applichi tra Danimarca e Stato richiedente, compresi protocolli, riserve, dichiarazioni e ambito territoriale. Non presumere che copra ogni richiesta di uno Stato terzo. |
| Accordo sugli scambi commerciali e la cooperazione UE–Regno Unito (TCA) | Richieste del Regno Unito dopo la Brexit. | Le indicazioni danesi parlano di un mandato d’arresto britannico ai sensi della parte III, titolo VII, non di un MAE. |
Per un mandato d’arresto europeo (MAE), l’articolo 13 consente in linea di principio la consegna per una delle 32 categorie di reati elencate se la pena detentiva massima prevista nello Stato emittente è di almeno tre anni, senza una verifica separata della doppia incriminazione. Secondo il testo attualmente vigente, per i reati non elencati l’azione penale richiede di norma una pena massima di almeno un anno nello Stato emittente e che il fatto costituisca reato anche secondo il diritto danese; per l’esecuzione della pena occorrono di norma una pena di almeno quattro mesi e la doppia incriminazione. Verificare il mandato concreto e la procedura applicabile, non soltanto le soglie.
Per una richiesta di uno Stato terzo, l’articolo 19 richiede in genere che il fatto sia punibile con almeno un anno di reclusione secondo il diritto danese se la persona non è cittadina danese, salvo che un accordo consenta una soglia inferiore. L’articolo 21 richiede di norma una pena di almeno quattro mesi e che una condotta equivalente sia reato in Danimarca per l’esecuzione di una pena, a meno che un accordo disponga diversamente. L’articolo 20 richiede una decisione dello Stato richiedente che ordini l’arresto o la detenzione per i fatti. Richiesta e trattato vanno letti insieme.
Quali modifiche sono proposte per il 2027?
Il disegno di legge L 31 è stato presentato il 7 ottobre 2026 ed era ancora pendente al 29 ottobre 2026. Propone di modificare l’articolo 13(2)–(3) affinché, nei casi di MAE relativi a reati non elencati, l’assenza di doppia incriminazione diventi un motivo facoltativo di rifiuto, anziché una condizione legale automatica. Propone inoltre di chiarire il trattamento, nel diritto danese, delle richieste di consegna verso il Regno Unito nel quadro dell’Accordo sugli scambi commerciali e la cooperazione UE–Regno Unito. Il Ministero della Giustizia afferma che il testo attuale non attribuisce ai giudici il margine discrezionale richiesto dal diritto UE per questo motivo facoltativo di rifiuto. Il disegno propone l’entrata in vigore delle modifiche in materia di estradizione il 1º gennaio 2027, ma al 29 ottobre 2026 non è ancora legge vigente. In un caso concreto, la difesa dovrebbe esaminare sia il testo danese attuale sia l’interpretazione pertinente del diritto UE e verificare nuovamente approvazione ed entrata in vigore.
Cosa succede dopo un arresto o una richiesta di estradizione?
| Fase | Autorità | Momento | Cosa deve fare la difesa |
|---|---|---|---|
| 1. Segnalazione e identificazione | Polizia; può intervenire il canale INTERPOL. | Quando la persona viene individuata o arrestata; la richiesta formale di uno Stato terzo può arrivare successivamente. | Verificare l’identità e ottenere la segnalazione esatta. Una Red Notice non è la decisione finale danese né una richiesta formale completa. Ai sensi dell’articolo 53, le misure basate su una segnalazione di uno Stato terzo devono normalmente cessare se la richiesta formale non arriva entro 30 giorni dall’arresto; in casi speciali il tribunale può prorogare il termine. |
| 2. Verifica della richiesta | Distretto di polizia e procura; il tribunale può chiedere integrazioni. | Si applicano i requisiti dell’articolo 30. | Controllare identità, fatti, norme penali, stato di arresto o condanna e informazioni sulla pena richieste. |
| 3. Indagini e preparazione | Polizia e procura locali; il Rigsadvokaten coordina i casi non nordici. | Le indagini devono iniziare senza ritardo ai sensi dell’articolo 32. | Correggere errori di fatto, fornire documenti pertinenti e chiedere allo Stato richiedente gli atti o le garanzie mancanti. |
| 4. Difensore | Nominato dal tribunale ai sensi dell’articolo 34, salvo scelta di un difensore da parte della persona; di norma i fondi pubblici coprono il difensore nominato e le spese del caso, ma in circostanze particolari il tribunale può porre a carico della persona una parte o tutti i costi. | All’inizio delle indagini ai sensi dell’articolo 32. | Consegnare il mandato, i documenti giustificativi, le traduzioni e i documenti medici o personali pertinenti. |
| 5. Decisione giudiziaria | Tribunale distrettuale del luogo di residenza o soggiorno; in mancanza, del luogo dell’arresto. | I termini-obiettivo nordici e UE sono indicati sotto; non esiste un termine legale fisso per la decisione di primo grado sulle richieste di Stati terzi. | Invocare le condizioni legali e convenzionali pertinenti. Il tribunale di norma non rifà integralmente il processo straniero; l’articolo 23 prevede però un’eccezione limitata per le richieste di Stati terzi. |
| 6. Definitività e consegna | Polizia e procura organizzano la consegna quando la decisione è definitiva. | Per quanto possibile entro 5 giorni (procedura nordica), 10 giorni (UE) o 30 giorni (Stato terzo). | Annotare quando la decisione diventa definitiva, eventuali sospensioni e il termine distinto per la consegna. |
Quanto può durare la procedura danese?
Diversi termini sono formulati «per quanto possibile» e non garantiscono una decisione entro una data certa. La legge non fissa un termine per la decisione di primo grado nei casi di Stati terzi; le istruzioni ufficiali indicano comunque che il caso deve essere trattato il più rapidamente possibile. Richieste di informazioni, traduzioni, questioni di detenzione e impugnazioni possono allungare la procedura.
| Fase | Richiesta nordica | Richiesta UE fuori dalla procedura nordica | Stato terzo |
|---|---|---|---|
| Decisione dopo il consenso | Per quanto possibile entro 3 giorni dal consenso. | Per quanto possibile entro 10 giorni dal consenso. | Nessun termine legale equivalente. |
| Decisione senza consenso | Per quanto possibile entro 30 giorni dall’arresto in Danimarca. | Per quanto possibile entro 60 giorni dall’arresto in Danimarca. | Nessun termine legale fisso; il caso va trattato rapidamente. |
| Consegna dopo la definitività | Per quanto possibile entro 5 giorni. | Per quanto possibile entro 10 giorni. | Per quanto possibile entro 30 giorni. |
| Impugnazione dell’ordinanza del tribunale distrettuale | L’articolo 35(6) prevede un termine di 3 giorni per adire il tribunale superiore competente. Il difensore deve calcolarlo subito secondo le regole processuali applicabili. | ||
I termini per la consegna dopo la definitività sono nell’articolo 38(2). Se la persona è detenuta per assicurare la consegna e questa non avviene prima della scadenza del termine applicabile, l’articolo 38(3) impone di interrompere la detenzione fondata su tale disposizione; in casi speciali il tribunale può prorogare il termine. Non è un limite massimo generale per ogni detenzione prima della decisione.
Quali sono le regole sulla detenzione? Esiste una cauzione?
La legge sull’estradizione non prevede un unico limite massimo complessivo di detenzione per tutti i casi. Prima della decisione definitiva, arresto e custodia cautelare seguono le regole ordinarie della legge danese sull’amministrazione della giustizia, applicabili tramite l’articolo 32. La detenzione deve essere legale, necessaria e proporzionata, ed è soggetta a controllo giudiziario. Ai sensi dell’articolo 767, ogni periodo di custodia cautelare normalmente non supera quattro settimane, ma può essere prorogato: il limite vale per ciascun periodo, non per l’intero procedimento.
Se la persona non viene liberata, l’articolo 760 richiede normalmente che sia condotta davanti a un giudice entro 24 ore dall’arresto. Se il tribunale non può decidere subito sulla custodia cautelare per insufficienza di informazioni o per un altro motivo, può mantenere provvisoriamente l’arresto. La persona deve essere presentata nuovamente e, nei successivi tre periodi di 24 ore dalla fine della prima udienza, il giudice deve decidere se liberarla, disporre la custodia cautelare o applicare una misura alternativa. Sono termini per il primo controllo giudiziario, non per la decisione sull’estradizione. Non si deve presumere l’esistenza di un’udienza per cauzione in denaro come negli Stati Uniti. Il difensore può valutare la liberazione o una misura meno restrittiva. Se il caso è davanti al tribunale superiore, le istruzioni ufficiali indicano che tale tribunale tratta le proroghe della detenzione. Dopo che l’ordinanza di estradizione è definitiva, l’articolo 38(3) consente separatamente la detenzione per assicurare la consegna, entro i termini e con possibilità di proroga eccezionale.
Conservate ogni ordinanza di detenzione e la data del controllo successivo. Fornite al difensore informazioni affidabili su domicilio, famiglia, salute, farmaci e motivi per cui la detenzione ulteriore potrebbe essere inutile o sproporzionata.
La cittadinanza danese impedisce l’estradizione?
La cittadinanza danese non costituisce un divieto assoluto. Per le richieste di Stati terzi dirette al perseguimento, l’articolo 18 aggiunge condizioni: se esiste un accordo, la persona normalmente deve aver risieduto nello Stato richiedente nei due anni precedenti il reato e il fatto deve essere punibile in Danimarca con almeno un anno di reclusione, oppure con una pena superiore a quattro anni. In assenza di accordo, l’estradizione può ancora essere possibile se le altre condizioni sono soddisfatte e lo giustificano particolari esigenze di applicazione della legge.
L’articolo 7 consente di subordinare l’estradizione per il perseguimento di un cittadino danese o di un residente permanente alla condizione che la persona ritorni in Danimarca per scontare un’eventuale pena. L’estradizione per eseguire una pena può essere rifiutata se la pena viene eseguita in Danimarca. Cittadinanza, residenza, perseguimento rispetto all’esecuzione della pena e termini del trattato sono questioni distinte. La doppia cittadinanza non decide da sola il caso; vedere la pagina su estradizione e doppia cittadinanza.
Che cosa significa acconsentire all’estradizione?
L’articolo 36 consente alla persona di acconsentire all’estradizione durante un’udienza; il tribunale deve spiegare le conseguenze. Il consenso può abbreviare la procedura; l’articolo 35(4) consente di trattare alcuni casi con consenso senza un’altra udienza. Il consenso non equivale a rinunciare a partecipare al procedimento e non è una mera formalità.
Una dichiarazione separata può riguardare il perseguimento o la consegna successiva per altri reati anteriori. Ciò può incidere sul principio di specialità, che normalmente limita lo Stato ricevente ai reati coperti dalla consegna. Il difensore deve spiegare separatamente ogni dichiarazione prima che venga resa.
Cosa fa un difensore in ogni fase?
Il difensore deve innanzitutto individuare la procedura applicabile — mandato nordico, MAE, mandato britannico ai sensi del TCA o richiesta di uno Stato terzo basata su un trattato — perché soglie, termini e documenti differiscono. Deve controllare identità, autorità emittente, descrizione del reato, pena inflitta o possibile e completezza ai sensi dell’articolo 30.
Durante le indagini, il difensore può chiedere accesso al materiale disponibile, correggere errori d’identità o fattuali, presentare documenti personali pertinenti e chiedere allo Stato richiedente le informazioni mancanti. L’articolo 6 vieta l’estradizione quando sussiste un rischio di persecuzione grave per i motivi previsti dalla legge, di tortura o di altri trattamenti inumani o degradanti, oppure un’altra violazione degli obblighi internazionali della Danimarca. Le preoccupazioni relative alla detenzione, al trattamento, all’accesso a un processo equo o ad altri diritti richiedono prove attuali e individualizzate, non affermazioni generiche su un Paese. I motivi dettagliati di rifiuto e la strategia di impugnazione sono trattati nella guida separata guida su come fermare l’estradizione dalla Danimarca.
Davanti al tribunale occorre distinguere un difetto del mandato da una controversia sulla colpevolezza all’estero. Il tribunale danese di norma non celebra un nuovo processo completo. Per le richieste di Stati terzi, tuttavia, l’articolo 23 vieta l’estradizione per un fatto se circostanze particolari indicano che l’accusa o la sentenza non hanno una base probatoria sufficiente. La lingua del procedimento è il danese; il distretto di polizia può organizzare la traduzione degli atti stranieri.
Per un’obiezione a un MAE basata sulle condizioni di detenzione, la sentenza della Grande Sezione della CGUE in Dorobantu (C-128/18, 15 ottobre 2019) richiede una valutazione concreta dell’istituto in cui la persona sarà effettivamente probabilmente detenuta, sulla base di informazioni obiettive, affidabili, specifiche e aggiornate. Tra i fattori pertinenti figurano lo spazio personale in cella, le condizioni sanitarie e la libertà di movimento; carenze generali da sole non decidono il caso. Nelle cause riunite Rugu e Aucroix (C-722/23 e C-91/24, 4 giugno 2026), la CGUE ha inoltre stabilito che, quando un MAE per l’esecuzione di una pena detentiva è rifiutato a causa delle condizioni di detenzione, lo Stato di esecuzione deve adottare tutte le misure possibili, nell’ambito dello strumento di cooperazione applicabile, per perseguire l’esecuzione della pena sul proprio territorio; il rifiuto non chiude di per sé la questione dell’esecuzione e occorre verificare la specifica via prevista dal diritto danese. Separatamente, con ordinanza del 27 aprile 2023, causa 62/2022, la Corte Suprema danese ha rifiutato la consegna perché non era stata dimostrata la garanzia procedurale richiesta per la sentenza originaria che aveva deciso la colpevolezza. Sono valutazioni individualizzate, non regole di rifiuto automatico. L’articolo 6 riguarda gli ostacoli relativi ai diritti umani; i motivi dettagliati di rifiuto e la strategia di impugnazione sono trattati nella guida separata guida su come fermare l’estradizione dalla Danimarca.
Quali documenti devono preparare la persona e la famiglia?
- Copia o foto di ogni comunicazione della polizia, ordinanza giudiziaria, mandato, richiesta di estradizione o documento che identifichi lo Stato richiedente.
- Nome legale completo, data di nascita, cittadinanza/e, cronologia della residenza e documenti d’identità per verificare rapidamente eventuali scambi di persona.
- Sentenza straniera, calcolo della pena, citazione o documento che indichi se la richiesta riguarda il perseguimento o l’esecuzione della pena.
- Cartelle cliniche, dettagli sui farmaci e relazioni specialistiche recenti se la salute è rilevante per detenzione, consegna o circostanze personali.
- Documenti sui legami familiari, domicilio, lavoro o altre circostanze pertinenti a una richiesta legittima di liberazione, a una condizione di ritorno o a un rinvio temporaneo.
- Elenco datato delle udienze, revisioni della detenzione, data dell’ordinanza di estradizione e termini indicati dal tribunale.
- Nomi e contatti dei difensori in Danimarca e nello Stato richiedente, oltre alle traduzioni disponibili dei documenti essenziali.
Non nascondete documenti e non evitate la polizia o il tribunale. Se la persona è detenuta, accertate la prossima udienza, il fondamento attuale della detenzione e il termine per impugnare. Se la segnalazione è arrivata prima dell’arresto, il difensore può verificare lo strumento e lo stato della procedura prima della prima decisione.
Come affrontare un caso ipotetico?
Esempio ipotetico: un residente permanente danese viene arrestato nello Jutland in seguito a una richiesta di uno Stato extra-UE. La famiglia pensa che deciderà il Ministero della Giustizia a Copenaghen. In realtà, polizia e procura preparano il fascicolo, il Rigsadvokaten coordina la richiesta non nordica e il tribunale distrettuale locale decide ai sensi dell’articolo 35. Per la decisione di primo grado su una richiesta di uno Stato terzo non esiste un termine legale fisso. Il difensore deve ottenere la richiesta, verificare gli articoli 18 o 19 e annotare le date di revisione della detenzione.
Quali rimedi seguono la decisione del tribunale?
Ai sensi dell’articolo 35(6), l’ordinanza del tribunale distrettuale può essere impugnata davanti al tribunale superiore competente entro tre giorni. Østre Landsret è competente per le isole e Vestre Landsret per lo Jutland. Un ulteriore ricorso alla Corte Suprema segue le regole generali e non è automatico. La richiesta di accesso alla Corte Suprema sospende la consegna solo se la Corte dispone la sospensione. Chiedete subito consulenza; i motivi dettagliati di rifiuto, la strategia di impugnazione e le misure urgenti in materia di diritti umani sono trattati nella guida danese sui rifiuti e i ricorsi.
Domande frequenti
È il Ministero della Giustizia a decidere l’estradizione?
No. In base all’articolo 35, in vigore dal 15 febbraio 2020, decide il tribunale su richiesta della procura. Il Rigsadvokaten coordina la preparazione delle richieste non nordiche; nel procedimento ordinario attuale il Ministero non è l’autorità decisionale finale.
Una Red Notice INTERPOL significa che l’estradizione è già stata approvata?
No. Può essere una segnalazione iniziale mentre la richiesta formale è ancora attesa. Le autorità devono applicare la legge danese su arresto, detenzione ed estradizione; il tribunale decide se sussistono i requisiti legali per la consegna.
Esiste un termine fisso per ogni caso?
No. La legge stabilisce termini-obiettivo per i casi nordici ed europei e termini di consegna dopo la definitività per tutti e tre i gruppi. Per la decisione di primo grado su una richiesta di uno Stato terzo non esiste un termine legale fisso, anche se il caso deve essere trattato rapidamente.
Un cittadino danese può essere estradato?
Potenzialmente sì. L’articolo 18 prevede condizioni aggiuntive per i cittadini danesi nelle richieste di Stati terzi a fini di perseguimento; le altre procedure seguono regole differenti. La cittadinanza da sola non risolve il caso.
Fonti utilizzate
- Legge danese sull’estradizione, legge n. 117 dell’11 febbraio 2020 (testo ufficiale danese e cronologia delle modifiche).
- Traduzione inglese non ufficiale aggiornata della legge sull’estradizione, sincronizzata al 13 settembre 2026.
- Procura danese, « Udlevering fra Danmark », circolare n. 9805 del 28 agosto 2024.
- Legge danese sull’amministrazione della giustizia (Retsplejeloven), testo consolidato n. 1298 del 7 novembre 2025.
- Consiglio d’Europa, Convenzione europea di estradizione (ETS n. 024): dichiarazioni e riserve della Danimarca; verificare l’applicabilità tra gli Stati.
- Decisione quadro 2002/584/GAI del Consiglio sul mandato d’arresto europeo e le procedure di consegna.
- CGUE, Dorobantu, causa C-128/18, sentenza della Grande Sezione del 15 ottobre 2019.
- CGUE, rassegna ufficiale della giurisprudenza che illustra Dorobantu, C-128/18.
- Procura danese, istruzioni sulla prima comparizione davanti al giudice e sulla custodia cautelare, inclusi gli articoli 767–768.
- Corte Suprema danese, ordinanza del 27 aprile 2023, causa 62/2022 (MAE e garanzie procedurali per condanne in assenza).
- CGUE, cause riunite C-722/23 e C-91/24, Rugu e Aucroix, sentenza della Grande Sezione del 4 giugno 2026.
- Ministero della Giustizia danese, disegno di legge L 31 presentato il 7 ottobre 2026; pendente al 29 ottobre 2026.
Poiché i termini e le questioni relative alla detenzione dipendono dai documenti e dalla fase procedurale, chi è interessato da una richiesta di estradizione dovrebbe consultare tempestivamente un difensore in Danimarca. Per chiedere al sito informazioni su un’eventuale assistenza, utilizzi la pagina di contatto.