Estradizione dall’Austria: procedura e termini
In Austria, nel procedimento formale ordinario previsto dall’ARHG, un giudice monocratico del Landesgericht competente (tribunale regionale) decide sull’ammissibilità dell’estradizione; successivamente il ministro federale della Giustizia decide se autorizzarla. Il mandato d’arresto europeo segue una procedura distinta di consegna, principalmente giudiziaria; se concorre con una richiesta di estradizione di uno Stato terzo, il ministro può stabilire la priorità ai sensi del § 23 EU-JZG, fatto salvo il primato previsto dalla legge per il mandato quando i reati sono inscindibilmente connessi. I termini applicabili dipendono dal percorso, dall’eventuale custodia e dalle date riportate negli atti giudiziari: occorre verificarli subito.
Si tratta di una richiesta di estradizione o di un mandato d’arresto europeo?
Il primo documento da ottenere è il provvedimento austriaco di arresto o custodia, non soltanto il riepilogo dell’accusa straniera. Lo Stato richiedente, il tipo di atto, le norme applicabili e lo scopo della richiesta — procedere penalmente oppure eseguire una condanna già pronunciata — determinano il procedimento. Il riferimento della polizia a una Red Notice INTERPOL non trasforma la notifica in un mandato giudiziario austriaco di arresto. Ai sensi del § 27 dell’Auslieferungs- und Rechtshilfegesetz (ARHG, legge austriaca sull’estradizione e l’assistenza giudiziaria), la procura deve verificare la base di una richiesta straniera prima di ordinare ricerche o un arresto in Austria; la privazione della libertà deve poi avere una propria base giuridica.
Per l’estradizione ordinaria, l’ARHG si applica insieme al trattato pertinente. L’Austria ha ratificato la Convenzione europea di estradizione del 1957 il 21 maggio 1969; la Convenzione è entrata in vigore per l’Austria il 19 agosto 1969. Occorre verificare la Convenzione, i protocolli applicabili e le riserve o dichiarazioni austriache in relazione allo Stato richiedente concreto. La Convenzione non si applica automaticamente solo perché lo Stato richiedente è europeo. La dichiarazione austriaca relativa all’articolo 28 spiega che, nei rapporti coperti tra Stati membri dell’UE, il sistema del mandato d’arresto europeo ha sostituito l’estradizione convenzionale, fatta salva l’eccezione storica per i fatti commessi in tutto o in parte prima del 7 agosto 2002.
Tra Stati membri dell’UE, l’Austria applica il mandato d’arresto europeo tramite l’EU-Justiz-Zusammenarbeitsgesetz (EU-JZG, legge sulla cooperazione giudiziaria penale con gli Stati membri dell’UE), che attua la decisione quadro 2002/584/GAI e le relative modifiche. Si tratta di una consegna giudiziaria, non del modello ordinario di autorizzazione ministeriale. Il Regno Unito non rientra più nel sistema UE del mandato d’arresto europeo. Dal 1º novembre 2025, l’Austria applica i meccanismi di consegna dell’Accordo sugli scambi commerciali e la cooperazione UE–Regno Unito tramite l’Island-Norwegen-Vereinigtes Königreich-Übergabegesetz (INVÜG), utilizzato anche per Islanda e Norvegia in base al loro accordo distinto. Il § 2 INVÜG applica alcune procedure EU-JZG con adattamenti; il § 2(2) mantiene, in particolare, il divieto di estradizione dei cittadini austriaci previsto dal § 12 ARHG. Questi percorsi non sono mandati d’arresto europei ordinari emessi da altri Stati membri, né equivalgono automaticamente all’intera procedura ARHG con tribunale e ministro. Per richieste dalla Svizzera, dalla Turchia o da altri Stati esterni a questi sistemi occorre analizzare separatamente il trattato e il diritto austriaco applicabili.
| Strumento | Quando verificarlo | Effetto pratico in Austria |
|---|---|---|
| ARHG, in particolare §§ 26–36 | Estradizione ordinaria verso uno Stato terzo | Procura e tribunale regionale esaminano il caso; quando previsto dalla legge, il ministro decide dopo la decisione giudiziaria sull’ammissibilità. |
| Convenzione europea di estradizione del 1957 e protocolli applicabili | Lo Stato richiedente è parte e il rapporto concreto rientra nella Convenzione | Le condizioni convenzionali e le dichiarazioni austriache integrano la procedura nazionale. |
| EU-JZG, §§ 5, 13, 17–24; decisione quadro 2002/584/GAI | Mandato d’arresto europeo emesso da un altro Stato membro dell’UE | Il tribunale regionale decide sulla consegna; i termini giudiziari e di trasferimento differiscono dall’estradizione ordinaria. |
| INVÜG, §§ 1–2, 7–8; accordo UE–Regno Unito; accordo UE–Islanda/Norvegia sulla consegna | Richiesta di consegna coperta proveniente da Regno Unito, Islanda o Norvegia; verificare le date transitorie | Una legge austriaca speciale applica alcune procedure EU-JZG con modifiche; il § 2(2) conserva il divieto del § 12 ARHG per i cittadini austriaci. |
Quale procura e quale tribunale austriaci sono competenti?
L’Austria non invia tutti i casi a un unico tribunale per l’estradizione a Vienna. Ai sensi dell’ARHG § 26(1), è territorialmente competente la Staatsanwaltschaft (procura) del luogo di residenza o soggiorno della persona. In mancanza, è competente la procura del luogo in cui la persona è stata rintracciata; se si trova già in custodia giudiziaria, conta il luogo di detenzione. Se nessuno di questi criteri individua una procura, è competente la procura di Vienna. In base al § 26(2), le decisioni giudiziarie spettano al giudice monocratico del Landesgericht presso la sede della procura che conduce il procedimento. Una regola equivalente vale per i mandati europei tramite il § 13 EU-JZG.
La regola è importante, ad esempio, quando una persona viene arrestata all’aeroporto di Vienna ma vive a Graz, oppure quando un detenuto viene trasferito tra istituti: il luogo dell’arresto non individua sempre la procura che tratta il fascicolo. Prima di presentare un’istanza, il difensore dovrebbe ottenere il numero di fascicolo della procura, il riferimento del tribunale e il provvedimento di custodia. Vienna, Graz, Linz, Salisburgo e Innsbruck hanno strutture giudiziarie regionali proprie; accesso e prassi delle udienze locali sono trattati in guide cittadine separate, come la guida al tribunale di Vienna o la guida al tribunale di Graz.
La procura conduce il procedimento e presenta le istanze; il giudice del Landesgericht decide sulla custodia e sull’ammissibilità dell’estradizione. Ai sensi dell’ARHG § 34, il ministro federale della Giustizia decide se autorizzare l’estradizione ordinaria; se la decisione giudiziaria di inammissibilità è definitiva, deve rifiutare l’estradizione nella misura corrispondente. Può inoltre rifiutarla per ragioni pertinenti di relazioni internazionali o di interesse statale rientranti nelle sue competenze.
Quali passaggi portano da una segnalazione straniera alla consegna?
Le autorità straniere possono chiedere misure provvisorie prima che arrivino tutti gli atti. L’ARHG § 28 consente alla procura di chiedere al tribunale di sentire una persona rintracciata in Austria e al ministro di chiedere allo Stato straniero se presenterà una richiesta di estradizione. Per l’arrivo della richiesta viene fissato un termine ragionevole; la legge non prevede un numero universale di giorni per tutte le richieste ordinarie. Se il ministro comunica che la richiesta non è arrivata in tempo, il tribunale deve liberare senza ritardo la persona detenuta ai fini dell’estradizione, salvo che la procura chieda immediatamente una distinta custodia cautelare austriaca. Il difensore deve quindi ottenere la scadenza precisa fissata nel fascicolo, senza calcolare una liberazione automatica dopo quaranta giorni sulla base di una norma UE diversa.
Una volta ricevuta, la richiesta ordinaria viene inoltrata dal Ministero della Giustizia alla procura competente ai sensi del § 30, informando anche la procura superiore. Ai sensi del § 35, gli atti devono comprendere una decisione giudiziaria di arresto, un documento di efficacia equivalente oppure una condanna esecutiva. Il ministro può chiedere documenti integrativi e fissare un termine ragionevole. Il tribunale valuta l’ammissibilità sulla base della richiesta e degli allegati, secondo il § 33, compresi i diritti costituzionali e convenzionali pertinenti. Non si tratta automaticamente di un nuovo processo completo sull’accusa straniera: ai sensi del § 33(2), la sufficienza degli indizi è esaminata soltanto in presenza di dubbi rilevanti, in particolare quando esistono prove capaci di confutarli senza ritardo.
| Fase | Autorità | Evento iniziale o termine | Azione immediata della difesa |
|---|---|---|---|
| Segnalazione straniera o arresto provvisorio | Procura, polizia e giudice regionale | Controllo urgente secondo il diritto austriaco sulla custodia; gli atti stranieri possono non essere ancora disponibili | Registrare ora dell’arresto, base della custodia e Stato richiedente; chiedere difensore e interprete. |
| Fascicolo formale di estradizione | Ministero della Giustizia, poi procura | Per la richiesta o gli atti integrativi mancanti, verificare il termine ragionevole stabilito nel caso | Esaminare mandato straniero, sentenza, fatti tradotti e base convenzionale. |
| Decisione sull’ammissibilità | Giudice monocratico del Landesgericht | Udienza se richiesta o necessaria; nessuna regola generale ARHG impone la decisione entro 30 giorni | Presentare osservazioni scritte e valutare la richiesta di udienza pubblica. |
| Decisione ministeriale ed esecuzione | Ministro della Giustizia; il tribunale organizza la consegna | Nessuna data universale garantita per concludere una procedura ARHG contestata | Verificare definitività giudiziaria, notifiche, eventuali rinvii e modalità del trasferimento. |
| Mandato europeo, decisione giudiziaria ordinaria | Landesgericht e, se del caso, Oberlandesgericht | Decisione di primo grado entro 30 giorni dall’arresto; decisione definitiva di norma entro 60 giorni, prorogabile di 30 con notifica tempestiva | Non confondere questo calendario con l’estradizione ARHG e verificare subito i termini di impugnazione. |
Ai sensi dell’ARHG § 31(2), la persona ricercata o la procura può chiedere un’udienza orale pubblica sull’ammissibilità. Se il tribunale ritiene l’estradizione inammissibile, può decidere senza udienza nonostante la richiesta; negli altri casi in cui l’udienza viene omessa, le parti devono poter presentare osservazioni. All’udienza la persona deve essere assistita da un difensore e, se detenuta, deve normalmente essere condotta davanti al giudice, salvo rinuncia espressa alla presenza tramite il difensore. Dopo la fase giudiziaria, il tribunale comunica la decisione ministeriale. L’ARHG § 36 attribuisce al tribunale l’organizzazione della consegna effettiva e agli ufficiali giudiziari il trasporto.
La persona può restare detenuta mentre l’Austria esamina la richiesta?
L’Auslieferungshaft (custodia per estradizione) prevista dall’ARHG § 29 non deriva automaticamente da una segnalazione straniera. Il giudice deve accertare ragioni sufficienti per ritenere che si tratti di un reato estradabile e applicare, salvo diversa disposizione dell’ARHG, le garanzie austriache della custodia cautelare. Prima di disporre la custodia, il § 29(3) impone di informare la persona delle accuse, del diritto di non rispondere nel merito, del diritto di consultare un avvocato e del diritto di chiedere un’udienza sull’ammissibilità. Ai sensi del § 29(4), a una persona non assistita che venga posta in custodia per estradizione deve essere assegnato tempestivamente un difensore; sono previste tutele aggiuntive per i minori.
L’ARHG § 29(6) impone la liberazione quando la persona è stata in custodia per estradizione per un anno senza che il ministro abbia autorizzato o rifiutato l’estradizione. Oltre sei mesi, la custodia può proseguire soltanto se è inevitabile per difficoltà particolari o per l’ampiezza del procedimento e se il reato oggetto dell’estradizione è un Verbrechen secondo la classificazione del diritto penale austriaco. Non si tratta né di una liberazione garantita dopo sei mesi né di un limite universale di un anno indipendentemente da una decisione ministeriale. Il § 29(5) modifica inoltre le verifiche automatiche della custodia quando la persona ha acconsentito all’estradizione semplificata o il tribunale ha dichiarato ammissibile l’estradizione. Un’istanza motivata di liberazione è distinta dal controllo automatico della custodia.
Devono essere valutate misure meno restrittive secondo le norme sulla custodia cautelare applicabili per rinvio, considerando un indirizzo stabile, documenti d’identità, obblighi di presentazione, responsabilità familiari e rischio concreto di fuga. Nessun consulente può promettere la liberazione solo perché un familiare offre alloggio. Il procedimento straniero, la custodia in materia di immigrazione e la custodia cautelare penale austriaca hanno basi giuridiche diverse: la liberazione da una forma di custodia non termina necessariamente un’altra.
Cosa cambia se la persona è cittadina austriaca, ha doppia cittadinanza o è cittadina di un altro Stato UE?
L’ARHG § 12(1) vieta, a livello costituzionale, l’estradizione ordinaria dei cittadini austriaci. L’eccezione del § 12(2) riguarda la restituzione di un cittadino austriaco trasferito temporaneamente in Austria da autorità straniere per determinati fini processuali o di assistenza giudiziaria; non elimina la protezione generale. La cittadinanza deve essere documentata e va individuato il momento giuridicamente rilevante. Una persona con cittadinanza austriaca e un’altra cittadinanza non deve essere trattata come se fosse soltanto straniera. Per la distinta procedura di consegna verso Regno Unito, Islanda e Norvegia, l’INVÜG § 2(2) conserva espressamente la regola dell’ARHG § 12; il regime separato dei mandati europei previsto dall’EU-JZG § 5 non va applicato a questa procedura.
Questa regola non può essere trasferita automaticamente a un mandato d’arresto europeo. Il § 5 EU-JZG prevede un distinto regime costituzionale: ai sensi del § 5(5), la consegna di un cittadino austriaco a fini di perseguimento penale è ammessa solo entro i limiti di competenza previsti dalla legge e a condizione che, dopo essere stato sentito, sia riportato in Austria per scontare l’eventuale pena detentiva risultante. Ai sensi del § 5(4), è vietata la consegna di un cittadino austriaco in esecuzione di un mandato volto a eseguire una pena detentiva; se ricorrono le altre condizioni di esecuzione, il § 41j, punto 1, EU-JZG prevede che la pena sia eseguita in Austria. Prima di applicare la regola pertinente, il giudice deve individuare se il mandato riguarda il perseguimento penale o l’esecuzione della pena.
Se uno Stato terzo richiede l’estradizione di un cittadino UE che non è austriaco, l’ARHG § 31(1a) impone al tribunale austriaco, quando la persona non ha accettato l’estradizione semplificata, di informare lo Stato membro di cittadinanza, trasmettere le informazioni richieste e chiedere se emetterà un mandato d’arresto europeo entro un termine ragionevole. La regola riflette i requisiti del diritto UE in materia di parità di trattamento e consultazione. Nella sentenza Generalstaatsanwaltschaft Berlin (C-398/19, 17 dicembre 2020), la Corte di giustizia ha chiarito che la consultazione non crea un veto automatico: dopo aver trasmesso le informazioni e concesso un termine ragionevole, l’estradizione verso lo Stato terzo può proseguire se non viene emesso un mandato europeo pertinente, fatta salva la verifica dei diritti fondamentali. Il difensore deve raccogliere prove di tutte le cittadinanze e confermare quale Stato sia stato informato.
Il consenso equivale a rinunciare a contestare le prove?
No. Ai sensi dell’ARHG § 32, la persona può acconsentire alla vereinfachte Auslieferung (estradizione semplificata), cioè alla consegna senza la normale procedura formale di ammissibilità. Il consenso deve essere verbalizzato dal tribunale; se la persona è detenuta, non può essere validamente prestato prima della prima udienza di custodia prevista dalla legge. Il tribunale deve spiegare il diritto di consultare un avvocato, l’irrevocabilità del consenso e la normale perdita della protezione del principio di specialità. In genere, il principio di specialità limita il perseguimento dopo l’estradizione per fatti diversi da quelli coperti dall’autorizzazione; non equivale ad ammettere l’accusa straniera.
Questa distinzione ha conseguenze giuridiche concrete. In 15 Os 16/25d del 26 febbraio 2025, la Corte suprema austriaca ha stabilito che, se un tribunale regionale emette comunque una decisione formale sull’ammissibilità dopo che la persona ha prestato il consenso, la consegna resta soggetta al principio di specialità: il tribunale non può semplicemente dichiarare assente tale protezione. Le decisioni OGH 15 Os 98/23k del 4 ottobre 2023 e 13 Os 77/23g del 20 settembre 2023 avevano già affermato la stessa distinzione; la decisione del 2025 la conferma e non invita a rinunciare in generale a tutti i diritti. Prima di firmare, il difensore deve confrontare il verbale del consenso, il provvedimento effettivamente emesso, le richieste concorrenti e ogni rinuncia proposta. Il § 20 EU-JZG disciplina separatamente la consegna semplificata e non va confuso con l’ARHG § 32.
Quali termini valgono per un mandato europeo e non per l’estradizione ordinaria?
Per un mandato d’arresto europeo, la competenza territoriale di base della procura e del tribunale deriva dal § 13 EU-JZG e dal § 26 ARHG. Il § 18 EU-JZG applica per analogia le regole di custodia del § 29 ARHG; ciò non trasforma tutti i termini del mandato europeo in termini dell’estradizione ordinaria. Ai sensi del § 21(1) EU-JZG, il tribunale regionale deve decidere entro 30 giorni dall’arresto. Ai sensi del § 21(2), la decisione definitiva sulla consegna deve essere adottata entro 60 giorni dall’arresto; in un caso particolarmente difficile, il termine può essere prorogato di altri 30 giorni se l’autorità emittente è informata prima della scadenza iniziale. Il superamento del termine prorogato non comporta automaticamente la liberazione: il § 21(3) disciplina separatamente il protrarsi della custodia e il § 18(2) mantiene le garanzie applicabili.
Il § 20 prevede una procedura semplificata di consegna nell’UE basata sul consenso, distinta dalla decisione formale prevista dal § 21. Se una persona è detenuta in attesa dell’emissione di un mandato d’arresto europeo dopo che l’Austria ha offerto la consegna, il § 17 EU-JZG fissa un limite massimo distinto di 40 giorni dall’arresto entro cui lo Stato emittente deve emettere il mandato. Se il mandato non arriva entro il termine stabilito, la persona deve essere liberata senza indugio dalla custodia in vista della consegna, salvo che la procura chieda immediatamente la custodia cautelare ordinaria austriaca. Questo non è il termine applicabile a ogni richiesta formale di estradizione di uno Stato terzo.
Che cosa fa l’avvocato per la persona detenuta e la sua famiglia?
Nella fase dell’arresto, il difensore austriaco verifica la base giuridica dell’arresto, se una segnalazione INTERPOL sia stata seguita da un provvedimento austriaco, l’identità usata dallo Stato richiedente e l’eventuale esistenza di un procedimento parallelo in Austria. Le richieste immediate riguardano il provvedimento di custodia, l’interpretazione, un colloquio riservato con il difensore e le modalità con cui la famiglia può trasmettere documenti. Un avvocato all’estero può coordinare l’acquisizione degli atti stranieri, ma gli atti da depositare davanti a un giudice austriaco devono essere presentati da un professionista abilitato a operare in Austria.
Nella fase di ammissibilità, la difesa confronta i fatti contestati con il fascicolo austriaco, il trattato applicabile, la cittadinanza, le prove relative ai diritti fondamentali e i documenti di arresto o condanna. Per la custodia, affronta separatamente la necessità di mantenerla e le alternative proporzionate. Nella fase ministeriale, controlla se la decisione giudiziaria è definitiva e se si stanno valutando autorizzazione, rifiuto, priorità tra richieste concorrenti o rinvio. Quando concorrono un mandato europeo e una richiesta di uno Stato terzo, l’EU-JZG § 23 attribuisce in generale al ministro la decisione sulla priorità; il § 23(3), tuttavia, dà priorità al mandato europeo se i reati sottostanti sono inscindibilmente collegati. La discrezionalità ministeriale non è illimitata. L’ARHG § 37 consente di rinviare la consegna se la persona non è trasportabile o in presenza di determinati procedimenti o pene austriaci pendenti; il rinvio non significa necessariamente che l’estradizione sia inammissibile.
Contro una decisione sfavorevole sull’ammissibilità nel procedimento ordinario ARHG, il reclamo previsto dal § 31(6) va presentato all’Oberlandesgericht competente; il reclamo contro una decisione di consegna semplificata nell’UE segue separatamente il percorso del § 20(3) EU-JZG, sempre dinanzi all’Oberlandesgericht. Come confermato dal VwGH in Ra 2022/03/0293 del 9 ottobre 2024, la successiva autorizzazione ministeriale ai sensi del § 34 non è un Bescheid impugnabile con un ordinario ricorso amministrativo; i motivi dettagliati di rifiuto e gli altri rimedi sono trattati nella guida ai rimedi contro l’estradizione in Austria.
Quali documenti dovrebbe raccogliere la famiglia prima della prossima decisione?
- Nome legale completo, alias, data di nascita, tutte le cittadinanze, copie dei passaporti e prova di soggiorno regolare o di un indirizzo stabile in Austria.
- Ora e luogo esatti dell’arresto, riferimenti della polizia e del tribunale, nome della procura e numero identificativo del carcere necessario per contattare il difensore.
- Tutti i provvedimenti austriaci di custodia, le convocazioni, le annotazioni delle decisioni orali, le date di notifica e le traduzioni; conservare originale e traduzione.
- Mandato straniero, sentenza, riepilogo delle accuse e prove che la pena sia già stata scontata, sospesa o impugnata.
- Documenti verificabili su salute, obblighi di assistenza familiare, rischi al rientro, asilo o cittadinanza; indicare fonte e data invece di formulare affermazioni non documentate.
- Nome e contatti del difensore penale all’estero; chiedere quali fatti e numeri di fascicolo siano effettivamente usati nel procedimento straniero.
Esempio ipotetico: un cittadino rumeno residente in Austria viene arrestato a Linz sulla base di una segnalazione collegata a una richiesta di perseguimento penale da parte di uno Stato non UE. La famiglia dovrebbe anzitutto verificare se una procura austriaca ha aperto un procedimento ARHG, quale Landesgericht sia competente ai sensi del § 26, se la persona sia in custodia per estradizione e se le autorità rumene siano state informate ai sensi del § 31(1a). La notifica può consentire alla Romania di emettere un mandato europeo; non è un ordine austriaco di liberazione né garantisce il fallimento della richiesta dello Stato terzo. Se invece la segnalazione è un mandato d’arresto europeo emesso dalla Romania, vanno esaminati i termini EU-JZG e le regole sulla cittadinanza applicabili a quel diverso percorso.
- Ottenere il provvedimento austriaco di arresto o custodia estradizionale, con data e ora di pronuncia o notifica.
- Annotare i numeri di fascicolo della procura e del Landesgericht e il luogo di detenzione.
- Ottenere il mandato straniero o la sentenza esecutiva e le traduzioni disponibili.
- Raccogliere documenti che provino tutte le cittadinanze, inclusa quella austriaca se pertinente.
- Conservare il verbale di qualsiasi consenso all’estradizione o consegna semplificata e il successivo provvedimento giudiziario.
- Se un cittadino UE è oggetto di una richiesta di uno Stato terzo, chiedere se e quando è stato informato lo Stato membro di cittadinanza e conservarne prova.
- Fornire al difensore documenti su procedimenti austriaci pendenti, esecuzione di una pena o problemi medici/di trasporto che possano incidere su custodia o consegna.
Le fasi generali della consegna transfrontaliera sono descritte nella guida generale alla procedura di estradizione; gli effetti limitati di una Red Notice sono spiegati nella guida INTERPOL. L’estradizione non va confusa con l’allontanamento in materia di immigrazione, che segue procedure e garanzie diverse. Inoltre, l’ARHG § 13 limita l’allontanamento di uno straniero in base ad altre leggi mentre è pendente un procedimento di estradizione o vi sono motivi sufficienti per avviarlo.
Domande frequenti delle famiglie
Una Red Notice significa che un tribunale austriaco ha già autorizzato l’estradizione?
No. Una Red Notice è una segnalazione internazionale di polizia, non una decisione giudiziaria sull’ammissibilità né un’autorizzazione ministeriale. Occorre ottenere i documenti austriaci di arresto e custodia.
Il ministro deve autorizzare l’estradizione se il tribunale la ritiene ammissibile?
No. L’ammissibilità giudiziaria è una condizione per l’autorizzazione, non un obbligo di autorizzare. Se l’estradizione è stata dichiarata definitivamente inammissibile, il ministro deve rifiutarla in quella misura ai sensi dell’ARHG § 34.
La liberazione dopo sei mesi è garantita?
No. L’ARHG § 29(6) limita la custodia oltre sei mesi e prevede una regola specifica di liberazione dopo un anno se il ministro non ha deciso. Occorre verificare altre basi della custodia e la fase attuale del procedimento.
Fonti primarie e decisioni giudiziarie
- Austria, ARHG, testo consolidato (RIS; §§ 12–13, 23, 26–37; consultato il 24 ottobre 2026).
- Austria, EU-JZG, testo consolidato (RIS; §§ 5, 13, 17–24; consultato il 24 ottobre 2026).
- Ufficio dei trattati del Consiglio d’Europa: Convenzione europea di estradizione, firme e ratifiche.
- Consiglio d’Europa: dichiarazioni dell’Austria relative alla Convenzione di estradizione.
- Decisione quadro 2002/584/GAI sul mandato d’arresto europeo.
- Corte suprema austriaca (OGH), 15 Os 16/25d, 26 febbraio 2025.
- Corte amministrativa suprema austriaca (VwGH), Ra 2022/03/0293, 9 ottobre 2024.
- Corte di giustizia UE, C-398/19, Generalstaatsanwaltschaft Berlin, 17 dicembre 2020.
- INTERPOL: natura giuridica delle Red Notice.
- Commissione europea: cooperazione UE–Regno Unito sulla consegna ai sensi dell’Accordo sugli scambi commerciali e la cooperazione.
- Austria: INVÜG, legge consolidata sulla consegna verso Regno Unito, Islanda e Norvegia, §§ 1–2, 7–8 (regime britannico dal 1º novembre 2025).
- OGH 15 Os 98/23k, 4 ottobre 2023, specialità dopo il consenso e una decisione formale.
- OGH 13 Os 77/23g, 20 settembre 2023, consenso e tutela del principio di specialità.
- VwGH Ra 2020/03/0016, 12 febbraio 2020, autorizzazione ministeriale non qualificabile come Bescheid.
- RIS austriaco: Convenzione europea di estradizione e avvisi nazionali di applicazione.
Queste informazioni sono generali e non sostituiscono una consulenza legale sul singolo caso. Il team del sito può aiutare a coordinare una difesa transfrontaliera con un avvocato austriaco regolarmente incaricato tramite una richiesta riservata sul caso.